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Agencies https://miconfronto.it Tue, 16 Jan 2018 12:02:59 +0100 Joomla! - Open Source Content Management it-it Avete un sogno e meno di 40 anni? https://miconfronto.it/index.php/it/press-agencies/item/108-avete-un-sogno-e-meno-di-40-anni https://miconfronto.it/index.php/it/press-agencies/item/108-avete-un-sogno-e-meno-di-40-anni Avete un sogno e meno di 40 anni?

Avete un sogno e meno di 40 anni? Lo Stato regala 100 masserie e locande sulle vie del silenzio

Case cantoniere, locande, masserie, ostelli. Ma anche piccole stazioni, torri, palazzi storici, antichi castelli e monasteri.

Il demanio punta al recupero di oltre 100 immobili pubblici lungo i tracciati del cosiddetto “Turismo Lento“, quello da svolgere a piedi o in bicicletta sui cammini storico-religiosi e ciclo-pedonali che attraversano l’Italia.

Masserie cammini e percorsi 2

Obbiettivo della riqualificazione: fornire nuove strutture turistiche ai viaggiatori, siano esse punti ristoro, alberghi o ciclofficine.

Masserie cammini e percorsi 4

Per realizzare il progetto – recita il comunicato del demanio – gli edifici selezionati “Saranno affidati in concessione gratuita (9 + 9 anni)  ad imprese, cooperative e associazioni, costituite in prevalenza da soggetti fino a quarant’anni, oppure in concessione di valorizzazione fino a 50 anni ad operatori che possano sviluppare un progetto turistico dall’elevato potenziale per i territori”.

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I candidati prescelti avranno il compito di ammodernare le strutture in disuso lungo la Via Appia, la Via Francigena, il Cammino di Francesco, il Cammino di San Benedetto e le ciclovie Vento, Sole e Acqua (Acquedotto Pugliese).

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Gli itinerari coinvolti

Un’opportunità di cambiare radicalmente vita che ricorda quella offerta dal sindaco di Bormida, che per salvare il suo paesino dallo spopolamento ha proposto un incentivo di 2000 euro per chiunque si trasferisca nel suo comune (Cliccate qua per saperne di più).).

Masserie cammini e percorsi 5

In attesa del bando, che dovrà essere pubblicato entro l’estate, su agenziademanio.it è possibile partecipare a una consult@zione pubblica che dal 9 maggio al 26 giugno punta a raccogliere idee e suggerimenti da chiunque sia interessato all’iniziativa.

Ci facciamo un pensierino? Per ulteriori informazioni cliccate QUA.

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Agencies Sat, 13 May 2017 19:58:10 +0200
Call for Change 2017 Percorso di accelerazione per 3 imprese sociali https://miconfronto.it/index.php/it/press-agencies/item/109-call-for-change-2017-percorso-di-accelerazione-per-3-imprese-sociali https://miconfronto.it/index.php/it/press-agencies/item/109-call-for-change-2017-percorso-di-accelerazione-per-3-imprese-sociali Call for Change 2017 Percorso di accelerazione per 3 imprese sociali

Call for Change 2017

Percorso di accelerazione per 3 imprese sociali

 

Al via il bando Call for Change, promosso da Fondazione Johnson & Johnson in collaborazione con Human Foundation, per offrire un percorso di accelerazione alle organizzazioni del terzo settore del centro-sud Italia (Marche, Abruzzo, Umbria, Lazio, Campania, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna).
Saranno selezionate tre organizzazioni che usufruiranno di un percorso di accompagnamento personalizzato per sviluppare idee e modelli di intervento, sostenibili nel tempo, in grado di rispondere ai bisogni delle comunità di riferimento.

 

Settori

I settori a cui dovranno afferire le proposte progettuali presentate sono:

· Disabilità;
· Anziani;
· Salute.

Le proposte presentate dovranno identificare modelli di imprenditoria sociale in grado di generare cambiamenti positivi nei settori identificati.

 

Obiettivo

Consolidamento delle proposte imprenditoriali in grado di generare impatto sociale sul territorio producendo cambia­menti positivi nella vita dei beneficiari.

 

Programma

Il percorso di accompagnamento è personalizzato, viene infatti sviluppato e concordato con i rappresentanti delle organizzazioni sulla base dei propri bisogni specifici. Il contenuto degli approfondimenti e il calendario delle attività sarà quindi determinato in maniera congiunta.

Le fasi del programma di accelerazione

1. Selezione delle proposte;
2. Analisi di ciascuna proposta imprenditoriale;
3. Percorso di accompagnamento personalizzato;
4. Elaborazione del Social Business Model;
5. Presentazione dei modelli elaborati a possibili investitori, finanziatori, donatori;
6. Le eventuali risorse raccolte saranno destinate a generare un processo di crescita dei modelli individuati.

 

A chi è rivolto

Soggetti del terzo settore del centro-sud Italia, (Imprese sociali, Cooperative sociali, Associazioni, Fondazioni, SIAVS, Consorzi) che presentino una proposta di intervento nei settori identificati: Anziani, Disabili, Salute. Per avere maggiori informazioni relative ai soggetti ammissibili, si rimanda al documento del bando.

 

Criteri di valutazione

Per valutare i progetti verranno vagliati i criteri relativi alla sostenibilità economica e sociale dell’intervento proposto, l’innovatività del modello, la presenza delle competenze e risorse necessarie all’implementazione e l’evidenza dell’esistenza di un mercato per il servizio /prodotto presentato.

 

Come candidarsi

Per candidarsi è necessario:

1. compilare il form di presentazione della domanda al seguente link https://it.surveymonkey.com/r/CallForChange
2. compilare il file Excel scaricabile dal sito di Human Foundation per la raccolta dei dati relativi i componenti del team di progetto e spedirli a formazione@humanfoundation.it

 

Tempistiche

Le domande per l’iscrizione dovranno essere compilate esclusivamente online e inviate entro e non oltre il 19 maggio 2017.

 

  pdf Scarica il bando (425 KB)

  spreadsheet Scarica il modello A per la partecipazione (Excel) (57 KB)

Scarica il pdf FAC SIMILE (335 KB) della domanda di partecipazione

Fonte: http://humanfoundation.it/

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Agencies Sun, 14 May 2017 02:08:44 +0200
Se venite a vivere qui vi diamo 2mila euro https://miconfronto.it/index.php/it/press-agencies/item/110-se-venite-a-vivere-qui-vi-diamo-2mila-euro https://miconfronto.it/index.php/it/press-agencies/item/110-se-venite-a-vivere-qui-vi-diamo-2mila-euro Se venite a vivere qui vi diamo 2mila euro

”Se venite a vivere qui vi diamo 2mila euro”, l’idea del sindaco italiano per salvare il suo paesino

Non c’è trucco, non c’è inganno: l’iniziativa del sindaco del piccolo comune ligure di Bormida, 394 abitanti, per salvare il suo paesino dallo spopolamento è reale, e sta facendo il giro del mondo.
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Daniele Galliano, sindaco di Bormida (Facebook)

Daniele Galliano, primo cittadino della località che conta il 96 per cento di superficie boschiva, ha lanciato il suo appello: un bonus di 2mila euro a chi prende la residenza a Bormida. 

Mai si sarebbe aspettato che la sua proposta venisse ripresa dal Daily Mail e dal Guardian, e che il suo profilo fosse inondato da migliaia di commenti da tutto il mondo.

Mano all’atlante, o meglio, Google Maps. Dov’è Bormida? Il comune è situato in provincia di Savona, su un territorio tra 420 e 1386 metri sul livello del mare, all’inizio delle Alpi Marittime e poco distante da Finale Ligure. Le iniziative per salvare Bormida, però, non si limitano all’incentivo.

bormida paese 2 mila euro

Già nel 2014 infatti, il primo cittadino bormidese lanciò un programma di affitti a prezzi clamorosamente bassi: da 50 euro al mese per le case di normali dimensioni a 120 per quelle più grandi. E ora, stando a quanto riportato sulla sua pagina Facebook, è previsto un altro bando per alcuni trilocali a 50 euro l’uno al mese.

sindaco bormida

La”pazza” idea del bonus di 2mila euro – per ammissione dello stesso sindaco – è ancora in fase di elaborazione: “Bisogna leggere attentamente gli articoli – ha scritto su Facebook – e non soffermarsi al titolo dei giornali per capire che questa idea devo ancora proporla alla giunta e in consiglio con tutta la procedura necessaria prima di renderla esecutiva”.

bormida savona 2 mila euro 2

Dal sito del comune di Bormida

L’obiettivo pero è stato centrato: attirare l’attenzioni sui nostri piccoli paradisi, i borghi che tutto il mondo ci invidia, e che a causa della mancanza di lavoro e del cambiamento dei tempi rischiano di rimanere disabitati.

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Agencies Sun, 14 May 2017 02:35:07 +0200
La figura del Dog Sitter & Pet Sitter https://miconfronto.it/index.php/it/press-agencies/item/112-dog-sitter-pet-sitter https://miconfronto.it/index.php/it/press-agencies/item/112-dog-sitter-pet-sitter La figura del Dog Sitter & Pet Sitter

 La figura del Dog Sitter & Pet Sitter

troppe volte sottovalutata nella sua importanza da proprietari di animali vittime della frenetica vita di oggi, è divenuta fondamentale per quanti non riescono a dedicare al proprio cane il tempo necessario all’espletamento dei suoi bisogni etologici… e non solo fisiologici!!!
Proprio per quest’ultimo punto, la figura del dog sitter  non è semplicemente colui che porta il cane a fare i “bisognini” al parco, ma un amico del cane che sostituisce il proprietario in alcuni momenti della giornata prendendosi cura dell’animale da tanti punti di vista (gioco, alimentazione, necessità fisiologiche ed etologiche).

La scelta di una pensione per cani

Le vacanze si avvicinano e questa volta Fido non può proprio partire con noi, la soluzione è la pensione ma non sapete come sceglierla? Non sapete se dovete fidarvi o meno?
Scegliere una pensione di cui fidarsi non è mai semplice, anche perchè è difficile lasciare i nostri amici nele mani di estranei, che non ne conoscono le abitudini.
Tuttavia ci sono molti professionisti e veri amanti dei cani che gestiscono pensioni: ecco alcuni consigli per riconoscerli.
Prima di tutto è necessario contattare con un pò di anticipo la pensione per il nostro amico, in questo modo potrete rendervi conto dei costi, dei servizi e della disponibilità del periodo prescelto.
In secondo luogo è consigliabile visitare personalmente la struttura scelta, in questo modo sarà più facile valutare le condizioni igieniche del luogo, la serietà e la professionalità di chi gestisce e dirige il ricovero.
Inutile dire che se il proprietario si rifiuta di farvi visitare il loco, c'è qualcosa che non va, quindi il consiglio è di cercare un'altra pensione.
Screenshot 1Verifica la disponibilità e prenota qui...
Per prenotare occorre registrarsi ai servizi on line qui...
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Agencies Sat, 27 May 2017 08:35:40 +0200
Dove sono finite le sanzioni contro il falso biologico? https://miconfronto.it/index.php/it/press-agencies/item/113-dove-sono-finite-le-sanzioni-contro-il-falso-biologico-in-arrivo-i-monsanto-papers https://miconfronto.it/index.php/it/press-agencies/item/113-dove-sono-finite-le-sanzioni-contro-il-falso-biologico-in-arrivo-i-monsanto-papers Dove sono finite le sanzioni contro il falso biologico?

 

Dove sono finite le sanzioni contro il falso biologico?

Che fine hanno fatto le sanzioni contro il falso biologico che avrebbero dovuto contrastare l'attività di contraffazione dell'agroalimentare Made in Italy di qualità e tutelare i consumatori e i produttori agricoli disposti a spendere di più per un prodotto venduto come più salutare e più rispettoso dell'ambiente? È quanto chiediamo al Ministro delle Politiche Agricole, Martina in una nostra interrogazione a prima firma Filippo Gallinella.

A distanza di mesi, a dispetto di tanti annunci, ancora non c'è traccia dell'apposito decreto, promesso dal Governo, che dovrebbe contenere il sistema sanzionatorio contro le false produzioni biologiche. Si tratta di un provvedimento che avrebbe dovuto completare, e rendere attuabili, le dichiarazioni d'intenti della proposta di legge approvata alla Camera. Senza le sanzioni, infatti, la legge sul #biologico resta solo la solita sfilza di belle parole inapplicate. Se chi imbroglia il consumatore, sa che non sarà punito, continuerà a farlo a scapito anche di quegli agricoltori onesti che invece, con maggiori investimenti, rispettano gli standard di qualità necessari.

Eppure lo avevamo denunciato sin dall'inizio della discussione in Aula alla Camera della tanto attesa prima legge nazionale sull'agricoltura biologica e lo abbiamo ribadito anche dopo, nella dichiarazione di voto finale.

Ad oggi, siamo ancora fermi allo stesso punto. Il ministro delle Politiche Agricole, Martina, dica precisamente il termine entro il quale, visto il molto tempo trascorso dagli annunci fatti anche in Aula, intenda emanare il decreto sulle 'sanzioni anti truffa' e se ha intenzione di estendere le norme attualmente previste dal codice penale alla contraffazione; che si tratti di alterazione di prodotti biologici o introduzione, nel territorio dello Stato, e messa in vendita o in circolazione di alimenti falsamente presentati come biologici! Non vorremmo che il primo a rifilare una patacca ai cittadini fosse proprio lo Stato italiano per mezzo del Governo Gentiloni...

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In arrivo i Monsanto Papers

Il tossicologo di fama mondiale Christopher Portier ha effettuato per la prima volta un esame indipendente dei dati segreti sul diserbante Glifosato che le stesse aziende produttrici hanno fornito alle autorità europee e che hanno avuto un ruolo chiave nel giudizio UE secondo cui il Glifosato sarebbe sicuro. Portier ha concluso che le agenzie europee EFSA ed ECHA, incaricate della valutazione del Glifosato, non hanno identificato all'interno di questi dati segreti otto casi in cui in seguito all'esposizione al Glifosato si é verificato un aumento significativo dei tumori. Christopher Portier lo ha messo nero su bianco in una lettera indirizzata al presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker.
Il Glifosato é stato definito "probabilmente cancerogeno" nel marzo 2015 dallo IARC, l'Agenzia mondiale per la ricerca sul cancro legata all'Organizzazione mondiale della sanità. L'EFSA (l'agenzia europea per la sicurezza alimentare) é giunta alcuni mesi dopo alla conclusione opposta e di conseguenza nell'estate 2016 l'UE ha rinnovato l'autorizzazione all'uso del Glifosato fino al 31 dicembre di quest'anno, in attesa di una valutazione aggiuntiva da parte dell'ECHA, l'agenzia europea per le sostanze chimiche.
L'ECHA si é già pronunciata: anch'essa non ritiene cancerogeno il Glifosato. La Commissione Europea sembra orientata a proporre altri 10 anni di autorizzazione per il Glifosato, che é stato brevettato dalla Monsanto negli Anni 70 e che continua ad essere uno dei suoi prodotti di punta, anche se il brevetto é scaduto nel 2001. Di recente, un'inchiesta giornalistica ha trovato le impronte digitali della Monsanto sull'autorizzazione UE al Glifosato. E ora in aggiunta emergono le - diciamo - debolezze nelle valutazioni di EFSA ed ECHA riscontrate dal dottor Christopher Portier.
I dati utilizzati dal dottor Portier sono stati forniti dall'EFSA in seguito ad una richiesta di accesso dell'associazione CEO Europe che é stata soddisfatta soltanto in modo parziale per "proteggere gli investimenti economici" delle aziende. Ulteriore limitazione: i dati possono essere ulteriormente condivisi solo in forma privata, e quindi non possono essere pubblicati né messi a disposizione dell'intera comunità scientifica, come nota CEO Europe.
Per impedire il rinnovo UE dell'autorizzazione al Glifosato é stata lanciata un'ICE, che é uno strumento istituzionale a disposizione dei cittadini UE. La campagna é ancora in corso, è necessario almeno un milione di firme.
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di Dario Tamburrano, fonte: Link qui...
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Agencies Tue, 06 Jun 2017 09:22:53 +0200
Perché i Rockefeller con Monsanto cercano di distruggere gli agricoltori? https://miconfronto.it/index.php/it/press-agencies/item/114-perche-i-rockefeller-con-monsanto-cercano-di-distruggere-gli-agricoltori https://miconfronto.it/index.php/it/press-agencies/item/114-perche-i-rockefeller-con-monsanto-cercano-di-distruggere-gli-agricoltori Perché i Rockefeller con Monsanto cercano di distruggere gli agricoltori?

 

In arrivo i Monsanto Papers

Il tossicologo di fama mondiale Christopher Portier ha effettuato per la prima volta un esame indipendente dei dati segreti sul diserbante Glifosato che le stesse aziende produttrici hanno fornito alle autorità europee e che hanno avuto un ruolo chiave nel giudizio UE secondo cui il Glifosato sarebbe sicuro. Portier ha concluso che le agenzie europee EFSA ed ECHA, incaricate della valutazione del Glifosato, non hanno identificato all'interno di questi dati segreti otto casi in cui in seguito all'esposizione al Glifosato si é verificato un aumento significativo dei tumori. Christopher Portier lo ha messo nero su bianco in una lettera indirizzata al presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker.
Il Glifosato é stato definito "probabilmente cancerogeno" nel marzo 2015 dallo IARC, l'Agenzia mondiale per la ricerca sul cancro legata all'Organizzazione mondiale della sanità. L'EFSA (l'agenzia europea per la sicurezza alimentare) é giunta alcuni mesi dopo alla conclusione opposta e di conseguenza nell'estate 2016 l'UE ha rinnovato l'autorizzazione all'uso del Glifosato fino al 31 dicembre di quest'anno, in attesa di una valutazione aggiuntiva da parte dell'ECHA, l'agenzia europea per le sostanze chimiche.
L'ECHA si é già pronunciata: anch'essa non ritiene cancerogeno il Glifosato. La Commissione Europea sembra orientata a proporre altri 10 anni di autorizzazione per il Glifosato, che é stato brevettato dalla Monsanto negli Anni 70 e che continua ad essere uno dei suoi prodotti di punta, anche se il brevetto é scaduto nel 2001. Di recente, un'inchiesta giornalistica ha trovato le impronte digitali della Monsanto sull'autorizzazione UE al Glifosato. E ora in aggiunta emergono le - diciamo - debolezze nelle valutazioni di EFSA ed ECHA riscontrate dal dottor Christopher Portier.
I dati utilizzati dal dottor Portier sono stati forniti dall'EFSA in seguito ad una richiesta di accesso dell'associazione CEO Europe che é stata soddisfatta soltanto in modo parziale per "proteggere gli investimenti economici" delle aziende. Ulteriore limitazione: i dati possono essere ulteriormente condivisi solo in forma privata, e quindi non possono essere pubblicati né messi a disposizione dell'intera comunità scientifica, come nota CEO Europe.
Per impedire il rinnovo UE dell'autorizzazione al Glifosato é stata lanciata un'ICE, che é uno strumento istituzionale a disposizione dei cittadini UE. La campagna é ancora in corso, è necessario almeno un milione di firme.
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di Dario Tamburrano, fonte: Link qui...

Perché i Rockefeller con Monsanto cercano di distruggere gli agricoltori?

Per gran parte del secolo scorso, la cultura pop occidentale ha sistematicamente denigrato e sminuito quella che dovrebbe essere la professione più onorevole di tutte. Chi lavora la terra giorno dopo giorno per produrre il cibo che mangiamo ha troppo spesso assunto lo stesso stato sociale della terra che dissoda. Nessuno si pone una semplice domanda: cosa faremo una volta che avremo fatto fuori tutti gli agricoltori? Alcuni ingenui cittadini diranno: “Ma abbiamo la produzione industrializzata; ormai non c’è più bisogno di lavoro agricolo manuale.”
E i numeri sono davvero notevoli. Prendiamo gli Stati Uniti. Nel 1950 la popolazione totale era di 151.132.000 persone, di cui 25.058.000 agricoltori: poco più del 12% della forza lavoro totale. C’erano 5.388.000 aziende agricole con una dimensione media di 87 ettari. Quarant’anni dopo, nel 1990, gli USA avevano una popolazione di 261.423.000, di cui meno di 3 milioni agricoltori: appena il 2,6% della forza lavoro. Il numero delle aziende si era ridotto a 2.143.150, ovvero una perdita del 60%, ma la dimensione media era diventata di 187 ettari.

La rivoluzione agricola dei Rockefeller

A chi fra noi si rapporta con la carne, i latticini e gli ortaggi solo al supermercato, viene detto che questo è un grande successo: la liberazione di quasi 23 milioni di lavoratori agricoli verso impieghi urbani e una vita migliore.
Ma non ci vengono raccontati i veri effetti sulla qualità del cibo, prodotti dalla meccanizzazione e dall’industrializzazione dell’agricoltura in America da quando la Harvard Business School, grazie a donazioni della Fondazione Rockefeller, dette inizio al cosiddetto agrobusiness: la conversione dell’agricoltura in un business a puro fine di lucro e verticalmente integrato, sul modello del cartello petrolifero Rockefeller.

Dopo gli anni ’50, negli USA l’allevamento di maiali, vacche, bovini e pollame diventò gradualmente industrializzato. I pulcini vennero confinati in spazi così minuscoli che potevano appena stare in piedi. Per farli crescere più in fretta vennero riempiti di antibiotici e nutriti di mais e soia OGM. Secondo il Consiglio per la Difesa delle Risorse Naturali, l’80% degli antibiotici venduti negli Stati Uniti viene usato negli allevamenti animali, non dagli esseri umani. Gli antibiotici vengono somministrati agli animali mescolati al cibo o all’acqua, per accelerare la crescita. Dopotutto, il tempo è denaro.

Gli agricoltori tradizionali, com’era stato mio nonno in Nord Dakota, vennero in gran parte fatti lasciare la terra dalle politiche del ministero per l’agricoltura, che hanno favorito l’industrializzazione senza curarsi della qualità del cibo risultante. I trattori diventarono macchine mastodontiche computerizzate, guidate dal GPS. Un trattore così poteva essere telecomandato e fare il lavoro di molti agricoltori.
Il risultato finanziario è stato favoloso… per gli industriali come ADM, Cargill, Monsanto e per i venditori come Kraft, Kelloggs, Nestle, Unilever, Toepfer e Maggi. Il modello americano di agrobusiness Rockefeller-Harvard venne globalizzato a partire dai negoziati del GATT tenutesi in Uruguay a fine anni ’80 per la liberalizzazione del commercio, nei quali l’Unione Europea abbandonò la tradizionale protezione degli agricoltori locali per favorire il libero commercio.

Mentre i negoziati del GATT stavano per dare ai giganti statunitensi dell’agrobusiness quello che volevano (ovvero la libertà di violentare l’UE e altri mercati agricoli con i loro prodotti industriali, e di distruggere milioni di agricoltori europei che avevano coltivato la terra con passione per generazioni) mi recai a Bruxelles per intervistare da giornalista un burocrate UE di alto livello, responsabile per l’agricoltura. Sembrava ben istruito, era multilingue, danese di nascita. Ebbene, questi argomentò in difesa del libero commercio, dichiarando: “Perché dovrei pagare tasse in Danimarca per permettere agli agricoltori bavaresi di restare sul mercato con i loro appezzamenti minuscoli?”

La risposta, che allora tenni per me, è: semplicemente perché l’agricoltore familiare tradizionale è il solo adatto a fare da intermediario tra noi e la natura e a produrre cibo sano per gli uomini e gli animali. Nessuna macchina può sostituire la devozione e passione personale che ho visto ogni volta in tutti gli agricoltori che ho incontrato, i quali davvero si prendono cura del loro bestiame e raccolto.
Ora la stessa gente molto ricca e molto arida, quelli che io chiamo gli “oligarchi americani”, sta sistematicamente facendo tutto il possibile per distruggere la qualità del cibo. Chiaramente, secondo me, lo sta facendo con l’obiettivo di ridurre la popolazione. Non c’è altra ragione per cui la Fondazione Rockefeller spenderebbe centinaia di milioni di dollari (esentasse) per sviluppare tecniche OGM e supportare Monsanto e altri giganti della chimica come DuPont, ben sapendo di avvelenare lentamente la popolazione verso una morte prematura.

Pesticidi e depressione

Campesinos trabajando

Questo è stato dimostrato in test indipendenti sugli effetti tossici sugli animali e perfino sulle cellule umane di un embrione. Ora, indipendentemente dagli OGM, nuovi test dimostrano che i pesticidi chimici spruzzati sui raccolti provocano danni neurologici come depressione, Parkinson e perfino suicidio sugli agricoltori che li spargono. L’Istituto Nazionale Statunitense di Scienze della Salute Ambientale ha condotto un importante studio su 89.000 agricoltori e altri applicatori di pesticidi in Iowa e Nord Carolina. Il gigantesco studio ha concluso che “l’uso di due classi di pesticidi, (fumiganti e insetticidi organoclorurati) e di 7 pesticidi individuali […] era associato con i casi di depressione. (http://dx.doi.org/10.1289/ehp.1307450
La ricerca ha collegato l’uso prolungato dei pesticidi a maggiore incidenza di depressioni e suicidi. Anche una dose notevole in un breve periodo raddoppia il rischio di depressione.

Dopo aver taciuto i sintomi neurologici per anni, gli agricoltori e le loro famiglie hanno cominciato a parlare. Lorann Stallones, epidemiologa e professoressa di psicologia alla Colorado State University, afferma: “C’è stato un cambiamento, in parte perché ci sono più persone che dicono di essere state mentalmente debilitate.” Vedi:Scientific American-High Rates of Suicide, Depression, Linked to Farmers.

L’epidemiologa Freya Kamel e i suoi colleghi hanno riportato che, tra 19.000 casi esaminati, quelli che avevano usato insetticidi organoclorurati avevano fino al 90% di probabilità in più di essere diagnosticati con depressione. Per i fumiganti il rischio era maggiore dell’80%.
In Francia, secondo uno studio pubblicato nel 2013, gli agricoltori che usano erbicidi hanno una probabilità quasi doppia di essere in trattamento per depressione rispetto a quelli che non li usano. Lo studio, condotto su 567 agricoltori francesi, ha trovato che il rischio è ancora maggiore dopo 19 anni di applicazione di erbicidi.
In breve, stiamo distruggendo il valore nutritivo del cibo che mangiamo e stiamo distruggendo anche gli agricoltori rimasti a coltivarlo. E’ una ricetta perfetta per l’estinzione della vita sul pianeta. E non è un’esagerazione.
Credo fermamente che gli agricoltori biologici onesti e consapevoli dovrebbero ricevere notevoli agevolazioni fiscali, per incoraggiare altri coltivatori a lasciarsi alle spalle il grottesco modello dell’agrobusiness e tornare a coltivare e allevare come facevano fino a pochi decenni fa. Al contempo si dovrebbe imporre un’elevata tassazione agli agricoltori che usano prodotti chimici dimostrati tossici, come il Roundup di Monsanto, o i neonicotinoidi come Confidor, Gaucho, Advocate e Poncho della Bayer, o Actara, Platinum e Cruiser della Syngenta, giusto per citarne alcuni tra i più venduti.

Al contrario, i nostri governanti nell’UE e negli USA fanno di tutto per scoraggiarlo: cosa in effetti molto stupida, a meno che, ovviamente, alcuni aridi oligarchi drogati dal potere, seduti sulla cima della loro montagna a guardare con disprezzo noi comuni mortali, abbiano deciso che è proprio quello che vogliono. In questo caso, è compito nostro smettere di rivolgerci alla montagna e guardare cosa noi stessi abbiamo accettato come normale, quello che sta lentamente uccidendo noi e gli agricoltori che ci nutrono. Forse è arrivato il momento di cambiare questa situazione malata.

 

Fonte: Journal-neo

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Agencies Wed, 07 Jun 2017 19:23:26 +0200
Copiati e svenduti alla Cina: così muore il Made in Italy https://miconfronto.it/index.php/it/press-agencies/item/115-copiati-e-svenduti-alla-cina-cosi-muore-il-made-in-italy https://miconfronto.it/index.php/it/press-agencies/item/115-copiati-e-svenduti-alla-cina-cosi-muore-il-made-in-italy Copiati e svenduti alla Cina: così muore il Made in Italy

 

Copiati e svenduti alla Cina: così muore il Made in Italy

Addio Pomodori di Pachino, lambrusco, arance tarocco, nocciola piemontese, sale marino di Trapani, pistacchio di Bronte e pizzoccheri della Valtellina. Europa e Cina hanno siglato un accordo suicida per il Made in Italy. Durante l'ultimo summit di Bruxelles è stata raggiunta un'intesa per proteggere appena 100 prodotti europei dalla concorrenza sleale cinese, di questi 26 sono italiani. Ci sono molti prodotti lavorati come la Mozzarella di Bufala Campana, il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma, ne mancano tantissimi altri che sistematicamente vengono copiati e plagiati nel mondo e in particolare in Cina.

Sono 293 le eccellenze italiane tutelate dai marchi IGP e DOP, ma il protocollo d'intesa siglato con la Cina ne difende solo 26. Guarda caso nella lista ci sono i marchi dei grandi consorzi e nessuno dei piccoli produttori di eccellenze tipiche di regioni italiane. È un primo passo avanti nella lotta alla contraffazione alimentare, ma non basta. Mancano ben 267 eccellenze del Made in Italy. Mancano tutti i prodotti non lavorati, quelli che Madre Natura ha donato al nostro Paese.

Denunciamo anche una lacuna nel protocollo d'intesa siglato con la Cina. Manca un riferimento alla cosiddetta triangolazione. La Cina, infatti, importa anche falsi Made in Italy, come il prosecco australiano. Come si comporterà? Prenderà dei provvedimenti per fermare questa concorrenza sleale?

Il gruppo Efdd - Movimento 5 Stelle proporrà in Commissione Agricoltura una lista aperta di eccellenze italiane da difendere in Cina. Dobbiamo fermare la contraffazione alimentare che danneggia l'agricoltura e l'economia del nostro Paese. Vogliamo criteri trasparenti che diano la possibilità a tutti i produttori di essere tutelati dal plagio e dalla truffa dell'imitazione. Il marchio di certificazione riconosciuto dalla Cina può far salire il valore del prodotto in quel mercato dal 300% al 1.200%. L'Europa si deve battere per includere il più ampio numero di prodotti possibile".

dskajddd

ACCORDO UE-CINA: PRODOTTI ITALIANI TUTELATI

Aceto balsamico di Modena, Asiago, Asti, Barbaresco, Bardolino Superiore, Barolo, Brachetto d'Acqui, Bresaola della Valtellina, Brunello di Montalcino, Chianti, Conegliano-Valdobbiadene-Prosecco, Dolcetto d'Alba, Franciacorta, Gorgonzola, Grana Padano, Grappa, Montepulciano d'Abruzzo, Mozzarella di Bufala Campana, Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Prosciutto S. Daniele, Soave, Taleggio, Toscano, Nobile di Montepulciano.


ACCORDO UE-CINA: PRODOTTI ITALIANI NON TUTELATI
In totale sono 267 le eccellenze italiane IGP e DOP già riconosciute ma non tutelate dall'accordo siglato con la Cina. Eccone alcune:

Abbacchio romano, Acciughe sotto sale del Mar Ligure, Aglio bianco polesano, agnello di Sardegna, amarene di Modena, arancia rossa di Sicilia, arancia del Gargano, asparago bianco di Bassano, basilico genovese, bergamotto di Reggio Calabria, bra, burrata di Andria, cantucci Toscani, cappero di Pantelleria, cappellacci di zucca ferraresi, carciofo romanesco, ciliegia dell'Etna, cipolla rossa di Tropea, coppa di Parma, cotechino di Modena, farina di castagne della lunigiana, finocchiona, fontina, limone costa d'Amalfi, lambrusco, limone di Sorrento, liquirizia di Calabria, mela Alto Adige, mela Valtellina, melone mantovano, montasio, vino nero d'avola, nocciola piemontese, pane casereccio di Genzano, pasta di Gragnano, pecorino romano, pecorino sardo, pizzoccheri della Valtellina, pistacchio verde di Bronte, pomodoro di Pachino, pomodoro San Marzano, prosciutto di Modena, porchetta di Ariccia, pizza napoletana, provolone valpadana, ricotta di bufala campana, salame piemonte, sale marino di Trapani, olio extravergine d'oliva, soppressata di Calabria, speck Alto Adige, formaggio Stelvio, olio valle del Belice, uva di Puglia, zafferano di Sardegna, zampone Modena.

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Agencies Wed, 14 Jun 2017 20:21:47 +0200