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Privata (5)

Sabato, 24 December 2016 12:31

Cos'è un GAS?

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Cos'è un GAS?

È un gruppo di famiglie che fanno la spesa insieme, direttamente dai produttori, con i quali instaurano un rapporto di fiducia.

Venerdì, 25 November 2016 11:01

Mission

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Per “Miconfronto” La pace, lo sviluppo, la protezione dell’ambiente e la qualità della vita sono interdipendenti e indivisibili.

Uno sviluppo può dirsi sostenibile quando riguarda non solo gli aspetti ambientali dal punto di vista ecologico, ma anche quelli sociali ed etici.

La cultura della sostenibilità è essenzialmente il fondamento dei comportamenti umani.

Lo sviluppo sostenibile è un processo di evoluzione che coinvolge non solo l’uso razionale delle risorse naturali, le scelte economiche, l’orientamento dei progressi tecnologici ma anche i mutamenti istituzionali e sociali.

Una società è sostenibile quando i bisogni primari di tutti sono soddisfatti, perché povertà e ineguaglianze rappresentano causa di ogni crisi sociale ed ambientale.

Il riconoscimento delle culture altrui costituisce un contributo fondamentale allo sviluppo equilibrato e pacifico delle generazioni presenti e future.

La sostenibilità come solidarietà e tolleranza diminuisce l’aggressività umana e delle Nazioni ed è la premessa della coesistenza pacifica delle genti.

La sostenibilità, quindi, deve diventare cultura diffusa e stile di vita dei popoli, al pari di altri principi come democrazia e libertà.

Al fine di contribuire alla diffusione della cultura della sostenibilità appare necessario promuovere ulteriori sintesi ed iniziative multidisciplinari (a carattere artistico, filosofico, culturale, etico, oltre che politico, economico, giuridico, territoriale, ecologico, fisiologico e tecnologico), così che la conoscenza umana disponga di nuovi e più evoluti strumenti progettuali.

Urge porre in essere adeguate azioni tese alla creazione di una coscienza individuale e collettiva informata alla sostenibilità come modus vivendi.

La creazione di gruppi di persone, di amici, per la promozione di attività di educazione a questi temi e all’attività di formazione che ne discende, costituiscono il contributo che “Miconfronto” intende dare per la realizzazione e la promozione di una società sostenibile.

I molteplici scopi di questa rete di seguito chiamata anche solo RES (rete di economia solidale) o gruppo, sarà da definire insieme di volta in volta, ma in linea di massima è quello di scambiare informazioni e possibilmente realizzare iniziative al fine di acquisire e diffondere conoscenza e consapevolezza attorno a tematiche legate alla Responsabilità Sociale, all'etica delle imprese, ai diritti e doveri di tutti i portatori di interesse che ruotano attorno alle imprese e alla società.

Alla base del nostro linguaggio, della nostra comunicazione c’è la cultura, l’arte, la democrazia, l'umanità. Miconfronto serve tale intento prevalentemente in forma partecipata, artistica e multimediale, per avvicinare anche le più distratte coscienze a temi che legano gli uomini per la sopravvivenza nel proprio futuro.

Cultura per sapere, filosofia per capire, sociologia per sviluppare, ecologia per respirare, economia per resistere, politica per organizzare, etica per rispettare, tecnica per progredire e arte & multimedialità per comunicare. Ogni disciplina discende dall’altra. L’arte è il motore di “Miconfronto” l’invito, il linguaggio principale.

Credendo nell’unicità di ogni individuo e della cultura di sua appartenenza, intendiamo conoscere e sostenere culture a noi diverse.

Ispirazione di tale attività è la Vita, con il suo credo, con il suo rispetto per la natura, per la sua capacità di far convivere culture e religioni differenti, per la sua capacità di sopravvivere, di gioire, per la sua forza, per il suo spirito.

Se l’arte è il nostro motore, la Vita è la nostra ispirazione e la cultura della sostenibilità il nostro obiettivo.

 
 
Pensare la pace.
Il legame imprendibile
Mai, come nell'attuale contesto culturale, il concetto di pace è apparso così poco credibile e impotente nella prassi, benché ovunque se ne parli e continuamente la si invochi. Vale ancora la pena di parlarne?
[dal libro di Francesca Bonicalzi]
Certamente Si!!!
Carissimi amici, per il nostro banco di prova è necessario al contrario di quanto..., focalizzare ed evidenziare punti troppo spesso ragionati è discussi, ma poi mai applicate le riflessioni.
Forse sembrerò ripetitivo, ma quel che penso è, che bisogna pensare più semplicemente, ed agire con semplicità, su di un tessuto sociale ormai tanto compromesso come il nostro.
Venerdì, 25 November 2016 10:22

Una Italia che cambia

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NUOVE SFIDE DI UNA ITALIA CHE CAMBIA

MA NON INVESTE SUL FUTURO DEI GIOVANI

Il Paese sta affrontando diverse criticità, fra le quali:

l’indebolirsi dei legami sociali, che porta i cittadini a provare crescente difficoltà nel “fare comunità”; società frammentata, incapace di anteporre l’idea del bene comune agli interessi particolari; diffuso sentimento di insicurezza e di sfiducia;

il riproporsi della “questione sociale”, dovuta ad un rapido e progressivo peggioramento delle condizioni di vita di persone e famiglie,;

la crisi dei tradizionali strumenti della rappresentanza, tanto politica (fine dei partiti di massa e persino d’opinione) quanto sociale, con progressiva erosione del senso di appartenenza al Paese e conseguente diminuzione della partecipazione attiva dei cittadini e degli spazi di democrazia diretta.

Siamo di fronte alla crisi più profonda di un modello di sviluppo che si interroga su almeno 4 livelli:

Culturale: cultura egoistica e individualistica sempre più pervasiva verso una cultura della fraternità e solidarietà, dell’accoglienza; responsabilità di una crisi del sistema di formazione.

Politico: crisi della rappresentanza; crisi della capacità di intervenire ed incidere; crisi per la mancanza di una sovranità globale di uno stato.

Economico: un sistema globalizzato e finanziarizzato che ha reso l’uomo mezzo e non fine dell’agire economico, tanto da portare a dire che occorre “ricivilizzare l’economia”.

Etico: Sia la Cei che la Corte dei conti, hanno lanciato un allarme per le condizioni gravissime della “salute” del Paese, che soffre da due “tumori”, uno è quello delle mafie e l’altro quello della corruzione. Oltre al senso etico da recuperare da tutti, ma soprattutto da chi governa, il primo segnale, si deve dare con: Dando il potere decisionale al cittadino, attraverso tutti i sistemi democratici della nostra costituzione, facendo sì, che vengano eletti persone di grande qualità umana e professionale, che vedono il loro contributo in politica, come servizio per i cittadini e non per i loro affari e profitti.

Il documento sul Mezzogiorno, esprime preoccupazione per la gravità della situazione di tutto il territorio Italiano, che secondo anche la Cei, “non è possibile mobilitare il Mezzogiorno senza che esso, si liberi da quelle catene che non gli permettono di sprigionare le proprie energie. Torniamo, perciò, a condannare con forza una delle sue piaghe più profonde e durature un vero e proprio “cancro”, come lo definivano già nel 1989, una tessitura malefica che avvolge e schiavizza la dignità della persona, ossia la criminalità organizzata, rappresentata soprattutto dalle mafie che avvelenano la vita sociale, pervertono la mente e i cuori di tanti giovani, soffocano l’economia, deformano il volto autentico del Sud e di tutto il paese”. La criminalità organizzata non può e non deve dettare i tempi e i ritmi dell’economia e della politica diventando il luogo privilegiato di ogni tipo di intermediazione e mettendo in crisi il sistema democratico del Paese, perché il controllo malavitoso del territorio porta di fatto di una forte limitazione, se non addirittura all’ esautoramento dell’autorità dello Stato e degli enti pubblici, favorendo l’incremento della corruzione, della collusione e della concussione, alterando il mercato del lavoro, manipolando gli appalti, interferendo nelle scelte urbanistiche e nel sistema della autorizzazioni e concessioni, contaminando così l’intero territorio nazionale”.

E’ importante, da questo punto di vista, sottolineare con forza i principi della dichiarazione universale dei diritti umani, il richiamo all'esigenza di tenere presenti due principi fondamentali della Dottrina sociale, peraltro ampiamente e significativamente riproposti dall’ultimo nostro Papa Francesco, che sono la sussidiarietà e la solidarietà” intendendo la democrazia nel senso lato, cioè nel senso dello sviluppo, della crescita, del cammino del Paese”.

Venerdì, 25 November 2016 09:13

Da grandi...Cosa vorremmo fare

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Dalla crisi finanziaria in poi il nostro paese è precipitato in una sfida molto difficile e sta vivendo una vera e propria “carestia di speranza”. La carestia di speranza è crisi di visione di futuro e si riflette inevitabilmente in un inverno demografico e in un crollo di domanda di investimenti perché i due pilastri del nostro vivere relazionale e produttivo (la famiglia e l’impresa) non nascono e sopravvivono senza fiducia nel futuro. I dati dell’Istat testimoniano queste difficoltà indicando anche una riduzione significativa della quota di italiani che si dichiarano molto felici. La soddisfazione di vita non è altro che un’indicazione sintetica che cattura il declino su numerosi fattori che incidono sul nostro benessere: il peggioramento delle condizioni del mercato del lavoro (non solo tasso di disoccupazione ma anche qualità e stabilità del lavoro) e l’arretramento del benessere economico dal 2007 ad oggi in primis.

Come ci ricorda l’ultimo Rapporto Mondiale sulla Felicità l’Italia è l’ottavo peggior paese nel mondo come declino della soddisfazione di vita dei suoi cittadini nell’arco degli ultimi otto anni. Sperando e lavorando per un cambiamento delle condizioni macroeconomiche non possiamo aspettare che sia la sola BCE a risolvere i nostri problemi. Girando il paese in lungo e in largo siamo tutti testimoni di tantissime buone pratiche ed idee creative che possono aiutarci, partendo dal basso, dalla società civile e dalle amministrazioni locali.

E’ da questa riflessione che è nata l’idea di mettere alcune delle migliori idee di addetti ai lavori, studiosi, professionisti al servizio della comunità e dei nuovi amministratori locali per far rifiorire la generatività nelle nostre città. Prendendo spunto da molti documenti di studio, come dal libro "manifesto delle città del ben-vivere". Piuttosto che ragionare in astratto sul cambiamento, abbiamo pensato fosse utile concentrare lo sforzo di chi ha contributo sintetizzando le proposte più importanti ed innovative. Ne è nato un collage ricchissimo che mette assieme cooperative di comunità, amministrazione di beni comuni condivisi, fiscalità premiale che stimola le virtù civiche dei contribuenti a costo zero per le finanze pubbliche, tavoli di cooperazione partecipata, acceleratori di capitale sociale per il sud, smart working, finanza etica, soluzioni per il contrasto all’azzardo, per la sostenibilità ambientale, per le politiche sociali, sanitarie e familiari e molto altro.

Da questi appunti è un dono che vogliamo farci consapevoli della difficoltà del loro compito, nella disponibilità a cooperare e collaborare sulle soluzioni indicate.  L' ambizione è quella di promuovere e sostenere la rivoluzione della sussidiarietà e dell’economia civile. Ovvero l’idea che dobbiamo passare da un’economia a due mani (dove i cittadini sono passivi e aspettano da mercato e istituzioni la soluzione dei loro problemi) ad un’economia a quattro mani dove le idee ed iniziative, della cittadinanza attiva della società civile e dei corpi intermedi aiutano il buon mercato e le buone istituzioni a costruire società del ben-vivere orientate al bene comune.

In moltissime delle proposte avanzate troviamo infatti un filo comune che ci propone attraverso iniziative e realizzazioni sul campo una visione meno angusta e limitante dell’uomo, dell’impresa e della persona aiutandoci ad allargare la mente ed uscire dalle gabbie che ci siamo creati e che ci impediscono di dare pienezza e fertilità al vivere sociale.

La comunità dei cittadini può essere luogo dell’homo homini lupus, dei conflitti e delle passioni tristi degli homines economici che pensano che la loro felicità dipenda solo dall’arricchimento personale e dal consumo compulsivo di beni e vedono l’altro (lo straniero in primis) come rivale o avversario nella contesa per le risorse e nella gara per lo status. E chiedono l’intervento di uno Stato Simbolo del potere assoluto, forte ed autoritario che riesca nell’impossibile compito di frenare e regolare i loro appetiti. O può invece diventare luogo dove i cittadini si educano reciprocamente e pazientemente a sviluppare l’arte della cooperazione e della fiducia, producendo capitale sociale e sfruttando così le risorse della superadditività che moltiplica il risultato dei nostri sforzi. Può essere pertanto una comunità di cittadini responsabili e generativi che fanno nascere attività imprenditoriali che guardano all’impatto oltre che al profitto creando valore economico in modo socialmente, ambientalmente e finanziariamente sostenibile.

La transizione da un modello all’altro dipende solo dalla nostra responsabilità e dal nostro agire. L’infelicità e la povertà di senso della vita sono dovute spesso alla mancanza di fantasia e di idee in grado di mettere in moto i nostri desideri e la nostra volontà. Miconfronto vuole essere una ricetta contro questa pericolosa malattia offrendo ai nuovi rappresentanti dei cittadini, alle imprese, alla società civile e ai corpi intermedi un portafoglio di idee per rendere ricche, felici e generative le nostre città, il nostro Paese.

Venerdì, 25 November 2016 08:06

Carissimi Naviganti

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Ben trovati!

Moltissime volte ci siamo immaginati, quali potessero essere le parole giuste da scrivere ai nostri possibili collaboratori, per invitarli a iscriversi alla nostra piattaforma.

Nel trascorrere di questi due anni, impegnati a creare questo nostro progetto, abbiamo pensato di affidarci a professionisti esperti di comunicazione, che potessero scrivere per noi messaggi accattivanti, poi vedendo qual era, è lo scopo del nostro progetto abbiamo capito che tutto doveva partire da qui, da noi, dalle nostre parole, dal nostro incondizionato voler dare e prendere.

Questa legge è basata sul fatto che ogni cosa nell’universo opera attraverso una dinamica di scambio. Ogni relazione è basata sul dare e sul ricevere perché il dare e il ricevere sono aspetti diversi ma fondanti di un sistema universale. Se interrompiamo queste armonie, interferiamo con l’intelligenza della natura.

Siamo un gruppo di persone normali, padri e madri di famiglia, che tutti giorni si alzano per andare a lavorare, per accudire i propri figli e per garantire alla famiglia uno stato di vita decoroso ma in seno al costruire insieme il ben-vivere.

"L’infelicità e la povertà di senso della vita sono dovute spesso alla mancanza d’idee in grado di mettere in moto i desideri e la volontà."

Il nostro sogno?

Garantire a noi, ai nostri amici, parenti, conoscenti la possibilità di poter usufruire di un mezzo che ci permetta di avere servizi, prodotti, aiuti, idee, scambio di opinioni, su cosa ? su tutto! Si su tutto quello che è eticamente accettabile nel rispetto delle persone e nel mondo in cui viviamo. Pensate ad un mondo dove qualsiasi persona può acquistare direttamente dai produttori prodotti, di qualsiasi tipo garantiti da un certificato "RISA", Responsabilità d'Impresa Sociale e Ambientale, dove ciascuno mette la faccia, il proprio modo di vivere la vita, garantendo che tutto è stato creato nel rispetto dei lavoratori, delle persone, della terra e del pianeta in cui viviamo ed anche nel rispetto di tutte quelle persone, gruppi d'acquisto e associazioni che acquisteranno i nostri prodotti e che c'è ne saranno grati per avergli dato la possibilità di riscoprire o scoprire sapori, materiali, piaceri persi o mai conosciuti, sani, rispettosi dell’ambiente e si magari ad un costo più conveniente.

Pensate ad un rapporto che non è solo produttore consumatore, ma a una famiglia che condivide ciò che ha nel modo più corretto possibile, si questa si chiama fiducia, trasparenza, voglia, che chi acquista i nostri prodotti venga a trovarci a conoscerci, per vedere come curiamo il nostro lavoro, la nostra passione e tutto questo solo, e in fondo anche per noi.

Abbiamo chiamato questa piattaforma Miconfronto, noi pensiamo che il confronto possa aiutare a migliorarsi ad avere idee e sì perché no a migliorare la nostra vita.

Questo è una parte del nostro progetto, sei disposto a far parte di questa famiglia?

Grazie mille del tuo tempo

La famiglia Miconfronto

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