Support
Una Italia che cambia
Questo sito utilizza i cookie che ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi acconsenti all'uso dei cookie.

Warning: count(): Parameter must be an array or an object that implements Countable in /homepages/19/d583475597/htdocs/clickandbuilds/Joomla/MyCMS7/components/com_k2/models/item.php on line 763
Venerdì, 25 November 2016 10:22

Una Italia che cambia

Scritto da
Vota questo articolo
(0 Voti)

NUOVE SFIDE DI UNA ITALIA CHE CAMBIA

MA NON INVESTE SUL FUTURO DEI GIOVANI

Il Paese sta affrontando diverse criticità, fra le quali:

l’indebolirsi dei legami sociali, che porta i cittadini a provare crescente difficoltà nel “fare comunità”; società frammentata, incapace di anteporre l’idea del bene comune agli interessi particolari; diffuso sentimento di insicurezza e di sfiducia;

il riproporsi della “questione sociale”, dovuta ad un rapido e progressivo peggioramento delle condizioni di vita di persone e famiglie,;

la crisi dei tradizionali strumenti della rappresentanza, tanto politica (fine dei partiti di massa e persino d’opinione) quanto sociale, con progressiva erosione del senso di appartenenza al Paese e conseguente diminuzione della partecipazione attiva dei cittadini e degli spazi di democrazia diretta.

Siamo di fronte alla crisi più profonda di un modello di sviluppo che si interroga su almeno 4 livelli:

Culturale: cultura egoistica e individualistica sempre più pervasiva verso una cultura della fraternità e solidarietà, dell’accoglienza; responsabilità di una crisi del sistema di formazione.

Politico: crisi della rappresentanza; crisi della capacità di intervenire ed incidere; crisi per la mancanza di una sovranità globale di uno stato.

Economico: un sistema globalizzato e finanziarizzato che ha reso l’uomo mezzo e non fine dell’agire economico, tanto da portare a dire che occorre “ricivilizzare l’economia”.

Etico: Sia la Cei che la Corte dei conti, hanno lanciato un allarme per le condizioni gravissime della “salute” del Paese, che soffre da due “tumori”, uno è quello delle mafie e l’altro quello della corruzione. Oltre al senso etico da recuperare da tutti, ma soprattutto da chi governa, il primo segnale, si deve dare con: Dando il potere decisionale al cittadino, attraverso tutti i sistemi democratici della nostra costituzione, facendo sì, che vengano eletti persone di grande qualità umana e professionale, che vedono il loro contributo in politica, come servizio per i cittadini e non per i loro affari e profitti.

Il documento sul Mezzogiorno, esprime preoccupazione per la gravità della situazione di tutto il territorio Italiano, che secondo anche la Cei, “non è possibile mobilitare il Mezzogiorno senza che esso, si liberi da quelle catene che non gli permettono di sprigionare le proprie energie. Torniamo, perciò, a condannare con forza una delle sue piaghe più profonde e durature un vero e proprio “cancro”, come lo definivano già nel 1989, una tessitura malefica che avvolge e schiavizza la dignità della persona, ossia la criminalità organizzata, rappresentata soprattutto dalle mafie che avvelenano la vita sociale, pervertono la mente e i cuori di tanti giovani, soffocano l’economia, deformano il volto autentico del Sud e di tutto il paese”. La criminalità organizzata non può e non deve dettare i tempi e i ritmi dell’economia e della politica diventando il luogo privilegiato di ogni tipo di intermediazione e mettendo in crisi il sistema democratico del Paese, perché il controllo malavitoso del territorio porta di fatto di una forte limitazione, se non addirittura all’ esautoramento dell’autorità dello Stato e degli enti pubblici, favorendo l’incremento della corruzione, della collusione e della concussione, alterando il mercato del lavoro, manipolando gli appalti, interferendo nelle scelte urbanistiche e nel sistema della autorizzazioni e concessioni, contaminando così l’intero territorio nazionale”.

E’ importante, da questo punto di vista, sottolineare con forza i principi della dichiarazione universale dei diritti umani, il richiamo all'esigenza di tenere presenti due principi fondamentali della Dottrina sociale, peraltro ampiamente e significativamente riproposti dall’ultimo nostro Papa Francesco, che sono la sussidiarietà e la solidarietà” intendendo la democrazia nel senso lato, cioè nel senso dello sviluppo, della crescita, del cammino del Paese”.


Warning: count(): Parameter must be an array or an object that implements Countable in /homepages/19/d583475597/htdocs/clickandbuilds/Joomla/MyCMS7/components/com_k2/templates/default/item.php on line 248
Letto 2086 volte Ultima modifica il Venerdì, 25 November 2016 11:01

Video

Altro in questa categoria: « Da grandi...Cosa vorremmo fare Mission »
Devi effettuare il login per inviare commenti
Image and video hosting by TinyPic